43 – La disponibilità della nostra carne & Il grado zero della buona educazione

43 – La disponibilità della nostra carne & Il grado zero della buona educazione

43 – La disponibilità della nostra carne & Il grado zero della buona educazione

    Sabato 14 ottobre – ore 11.00 – Palazzo di Francia

    43 – La disponibilità della nostra carne & Il grado zero della buona educazione

    AUTRICI
    Laura Liberale
    Francesca Tini Brunozzi

    “Il grado zero della buona educazione”, che è il titolo della poesia in apertura, è una lunga riflessione sull’esperienza erotica come possibilità di raggiungere l’illuminazione nella vita presente. Si tratta di una poesia che attraverso uno stile dialogico in absentia dell’interlocutore, recupera e intreccia vari registri espressivi e linguistici, incorporando nel testo numerosissime citazioni dalle più svariate fonti: della poesia da Dante a Cecco Angiolieri, da Foscolo a Leopardi, fino Gertrude Stein e Robert Frost; della letteratura con George Sand e Charles Bukowski; della linguistica con J.L. Austin; del cinema di Quentin Tarantino e del cartone animato di Walt Disney; della canzone da Lucio Battisti a Dolcenera a Francesco Guccini; di testi filosofici da T’ien-t’ai a Sant’Agostino. Il tutto secondo quel procedimento di scrittura postmoderna teorizzato da Umberto Eco nelle sue postille a Il nome della rosa. Uno stile di scrittura che, partendo da versi liberi raffinati e rarefatti, si ingrossa e si fa più esplicito nei contenuti lasciando tuttavia margine a possibilità interpretative differenti in cui l’unica chiave di disambiguazione è offerta dall’ironia acuta e irriverente che si legge in molta della poesia di Tini Brunozzi.
    “La disponibilità della nostra carne”.
    Questo è l’essere morto che gridava più forte, che stava più in basso e attendeva, quello che soffriva più crudelmente. Non desiderava sangue, latte o vino, come offerte sacrificali ai morti, ma la disponibilità della nostra carne.”  (Dal Libro rosso di Carl Gustav Jung). La disponibilità della carne: che sempre oscilla fra l’apertura ad accogliere l’altro e l’abissale libertà di decidere per lui, di disporne, appunto. Nel mezzo, la verità e la responsabilità delle parole.

    PRESENTANO
    Andrea Breda Minello
    Elisabetta Perfumo