55 – Dall’interno della specie & Affari di cuore

55 – Dall’interno della specie & Affari di cuore

55 – Dall’interno della specie & Affari di cuore

    Sabato 14 ottobre – ore 17.30 – Palazzo di Francia

    55 – Dall’interno della specie & Affari di cuore

    AUTORI
    Andrea De Alberti
    Paolo Ruffilli

    Andrea De Alberti è sostanzialmente un poeta lirico. Scrive di sé, delle sue esperienze, della morte del padre, del rapporto con il figlio… Però lo fa con un taglio disassato rispetto ai canoni della poesia lirica. Questi temi entrano come di straforo in discorsi di altro tipo. Da quello paleoantropologico ed etologico che dà il titolo al libro, a quello che guarda ai fenomeni sociali della contemporaneità, siano l’Ikea o gli eroi della Marvel. Ne esce un viaggio antropologico-sentimentale lungo un percorso di poesie stranianti che catturano subito l’attenzione del lettore e lo coinvolgono in fecondi cortocircuiti mentali. È una poesia che provoca stupore perché nasce da una condizione di stupore e da quel po’ di confusione mentale necessaria per cogliere i legami fra le cose.
    Dall’altro lato quella di De Alberti è anche poesia saldamente legata alla tradizione novecentesca, quella piú profondamente colloquiale, quella di Sereni e di Raboni. E con i due maestri lombardi De Alberti condivide il tema della comunità tra morti e viventi, che diventa soprattutto comunità di padri e figli dai ruoli intercambiabili: «quel che saremo o che diventeremo, | forse ero io, forse eri tu prima di nascere, | un’andata e un ritorno, un arrivare nel silenzio».

    In questa raccolta Affari di cuore Ruffilli traccia una vera e propria fenomenologia dell’amore. Non l’amore idealizzato di tanta tradizione poetica, ma l’erotismo come «campo di battaglia», come «corpo a corpo» tra due persone che vogliono nello stesso tempo vincere e perdere. Due persone complete, fatte di carne, ossa e fantasmi.
    Poesia di furore, violenza e crudeltà che fluisce in forma di canzonetta o di aria dapontiana, ma con sonorità irregolari e sincopate, tutte novecentesche e contemporanee.
    Pulsione alla fusione, egoismo, cannibalismo reciproco: l’amore è rappresentato in questi versi come un insieme di contrari, dunque una situazione primigenia. La voce poetica che la esprime affonda a sua volta in un fluido magma di arditezze e di eleganza, del tutto originale anche nel percorso poetico precedente dell’autore.

    PRESENTANO
    Andrea Breda Minello
    Giulia Zandonadi