«La mia storia di maestra è un’alchimia complessa, una partitura in cui cognizione si intreccia a emozione, in cui contesto fa rima con pretesto, in cui imparare va a braccetto con insegnare, in cui responsabilità è garanzia di opportunità… Ogni mattina, in ognuna delle classi che ho avuto, entrando in aula ho percepito la forza della danza sottesa a tutto questo, l’infinita complessità dell’esistere e la bellezza di poter contribuire — almeno in parte — alla crescita e all’educazione dei cuccioli d’uomo, i cittadini di domani.
Quelli che, a volte, ritornano, ormai ragazzi e ragazze, o giovani uomini e giovani donne, per invitarmi alla pizza di classe e per dirmi, con gli occhi sorpresi: “Maestra, come sei piccola!”».