Per Dorfles il gioco è molto più di un passatempo: per i bambini è il “lavoro” che costruisce l’adulto consapevole. Nei giochi collettivi si imparano regole, confronto e creatività, si sviluppano indipendenza e responsabilità. Un affresco di un mondo perduto solo in parte, ma che ha ancora molto da dire.
“Il gioco è una parte inseparabile della vita dell’umanità, e anche se occupa una quantità limitata del tempo degli adulti può essere fonte di allegria, vitalità e fantasia. Ma per i bambini rappresenta un elemento essenziale: perché non è solo il loro passatempo, è il loro lavoro. E non è un lavoro improduttivo, senza risultati, ma un’occupazione che ha un prodotto, e che prodotto: costruisce l’adulto consapevole”.
Dorfles riflette su come i giochi collettivi siano fondamentali nella formazione di un individuo: perché insegnano a confrontarsi con gli altri stabilendo regole e rispettandole, in un contesto in cui si è tra pari e le differenze di censo non contano; perché sono strumenti per sviluppare la creatività, la fantasia e anche un senso di indipendenza e responsabilità; perché consentono al bambino di trovare un proprio ruolo e affermare sé stesso. Ne risulta l’affresco di un mondo perduto solo in parte, che forse non sarebbe così difficile ritrovare.
Iscriviti alla newsletter
Rimani aggiornato sul festival e su tutte le attività durante l’anno!