Chi è Amalia Guglielminetti? Poetessa e scrittrice italiana del primo Novecento, di lei Gabriele D’Annunzio disse: «Ecco l’unica poetessa che abbia oggi l’Italia». Bella, sempre elegantissima, scura come una levantina malgrado fosse nata in una delle migliori famiglie dell’imprenditoria torinese. Amalia è una donna indocile e ostinata, pronta a dare scandalo pur di non annoiarsi, una donna che rifiuterà sempre di sposarsi e nascondersi dietro un uomo, dedicandosi invece al suo talento: la scrittura. Quel poco che ancora forse sopravvive di lei è legato al suo amore, infelicissimo e tormentato, per Guido Gozzano, che prima la attira nella tela e poi si sottrae. Ma Amalia è stata molto di più che la metà di una relazione infelice: ha saputo amare senza ipocrisia, ed è stata adorata quanto detestata. Attrazione e avversione sono sentimenti che alimentano la scrittura. Così Emanuela Canepa si interroga: perché questa autrice, così scomoda e controversa, l’ha catturata fin dal primo momento? Forse perché qualcosa in questa donna, che ha pagato il suo anticonformismo, la chiama a un confronto e a una domanda decisiva sulla propria scrittura, sulla libertà di una donna di affermare il proprio talento e la propria libertà.