«Da grande volevo fare lo scrittore», diceva Guccini nelle interviste. Amava la parola con una precisione da filologo e con una passione…
«Da grande volevo fare lo scrittore», diceva Guccini nelle interviste. Amava la parola con una precisione da filologo e con una passione quasi fisica, che nei suoi testi diventava canto, racconto, poesia. Alcuni suoi versi hanno finito per entrare nel linguaggio comune: li pronunciamo senza più sapere da dove vengono.
In questo evento, abbiamo scelto di incontrarlo attraverso alcuni dei simboli — il paesaggio, il tempo, l’amore — che affiorano nella sua opera e ne restituiscono la profondità.
Per tutta la vita Guccini ha cercato le parole degli altri e ha consegnato le proprie a chi veniva dopo. Ora le pagine degli altri non sono più davanti a lui. Restano le sue, nelle mani e nelle voci di milioni di persone. Parole che abbiamo fatto nostre, e che ci lasciano il cuore di simboli pieno.
Con il patrocino di Fondazione Cassamarca
Giulio Casale, Michele Benetello
Evento moderato da Andrea Passerini
Auditorium Fondazione Cassamarca – Piazza delle Istituzioni, 7
Treviso, Veneto
ore 20.30
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