Myrta Merlino, scrittrice, giornalista e volto noto della televisione italiana, racconta sua madre Annamaria Palermo. Mamma è stata testimone della Napoli del dopoguerra, povera e ferita nei quartieri popolari, vivace e cosmopolita nel quadrilatero signorile di Chiaia, dove dame fasciate nei loro abiti sartoriali si mischiano con geni sregolati come Renato Caccioppoli. Arriva il Sessantotto, la famiglia, la maternità, le vacanze a Positano. E poi la passione per la Cina, il grande altrove in cui lei sparisce a più riprese, mentre i figli si abituano all’assenza e alle telefonate intercontinentali attese con il cuore in gola. Gli anni Ottanta a New York, lo Studio 54, la vita da studentessa spensierata con tre figli e un marito. Lei vuole tutto, insegue ogni emozione, vive senza freni fino alla fine. Un’eterna ragazza, un’intellettuale e una sovversiva. Una donna libera e inafferrabile. La mamma geniale di Myrta.