Antonio G. Bortoluzzi è nato nel 1965 in Alpago, Belluno, dove tuttora vive. Finalista al premio Italo Calvino, nel 2010 ha pubblicato Cronache dalla valle, nel 2013 Vita e morte della montagna, nel 2015 Paesi alti, con cui ha vinto il premio Gambrinus-Giuseppe Mazzotti nella sezione Montagna, cultura e civiltà; i tre romanzi, pubblicati da Edizioni Biblioteca dell’Immagine, sono raccolti nell’antologia dal titolo Montagna madre, trilogia del Novecento (2022). Con Marsilio Editori ha pubblicato nel 2019 il romanzo Come si fanno le cose, da cui è stata tratta l’omonima commedia teatrale e nel 2023 Il saldatore del Vajont, con cui ha vinto il Premio Coop Alleanza 3.0 della Giuria dei lettori del Premio Latisana per il Nordest 2024; entrambi i romanzi sono ripubblicati nell’Universale Economica Feltrinelli. In collaborazione con il fotografo Manuel Cicchetti, è ora in libreria, con il volume fotografico Dolomiti – Un paesaggio tutelato Marsilio Arte – Regione del Veneto. Docente di scrittura presso la Scuola Holden e Il Portolano scrittura autobiografica è membro accademico del Gruppo italiano scrittori di montagna (Gism). Suoi articoli sono pubblicati su riviste nazionali e sulle pagine culturali dei quotidiani del Nordest.
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