Gian Domenico Mazzocato

Gian Domenico Mazzocato

Gian Domenico Mazzocato

    Gian Domenico Mazzocato fin dal romanzo di esordio (Il delitto della contessa Onigo, premio Gambrinus Mazzotti) narra il Veneto della fame. Fulvio Tomizza scrisse che lo scrittore trevisano aveva inaugurato con quel romanzo la saga dei vinti veneti. È traduttore della grande storiografia latina (Tito Livio e Tacito) e di Venanzio Fortunato. I romanzi: Il bosco veneziano, Il caso Pavan (finalista Premio Chianti), Tanaquil l’etrusca, Delitto sulla collina proibita. Le raccolte di racconti: Gli ospiti notturni, Veneto oscuro, Colline incantate. Le biografie: Il vento e la roccia, Il vino e il mielen(dedicata a Venanzio Fortunato), Enrico da Bolzano, il santo che venne dal nord, Volevo fare il cowboy.
    Un suo testo teatrale sul primo conflitto mondiale, Mato de guera, ha riscosso premi in tutto il mondo. Grazie a questo testo Mazzocato ha vinto il premio come miglior autore contemporaneo al Festival nazionale del teatro di Pesaro.
    I suoi versi sono nelle sillogi Il fuoco vecchio, Straniarsi è qui, Dalla selva delle esili memorie. Ha pubblicato alcuni volumi fotografici e monografie su artisti italiani contemporanei. È presidente emerito dell’Ateneo di Treviso.
    Attualmente è in libreria con Il castrato di Vivaldi un romanzo che è un grande affresco del Settecento veneto ed europeo tra Venezia, Parigi, Londra in compagnia di Vivaldi, Goldoni, Händel, Casanova e un’immensa folla di altri personaggi.
    La sua opera è in www.giandomenicomazzocato.it.